Alla ricerca di camelie secolari
sulle Colline Pisane


Sabato 3 aprile 2004 Visita alle camelie delle Colline pisane PROGRAMMA

Nell'ambito di indagini svolte in Toscana, per conto della Società Italiana della Camelia, e finalizzate ad un censimento ed eventuale riconoscimento di cultivar risalenti al periodo ottocento, mi sono imbattuto, nel cuore della Provincia di Pisa, su segnalazione del Dott. Antonio Cambi, in alcune significative collezioni di Camelia Japonica, pianta di origine asiatica, risalenti senz'altro al Secolo XIX .
In quel periodo , un po' in tutta Italia, il gusto per l'esotico aveva permesso alla camelia di entrare a far parte dei giardini romantici, soprattutto in virtù del suo alto grado di adattamento a climi ed a situazioni diverse da quelle di origine. Difatti la camelia è una acidofila, e pertanto predilige terreni a reazioni acida e privi di calcare.
La situazione delle Colline Pisane è invece ben diversa, essendo i terreni prevalentemente a reazione alcalina. Ma i bravi e solerti giardinieri del passato sapevano perfettamente come comportarsi, piantando le camelie in luoghi sopraelevati e ben drenati , per evitare l'accumulo dei sali di calcio. Inoltre esponevano le camelie verso Nord o verso Est, avendo quindi già verificato il rischio che potessero soffrire per una troppo prolungata esposizione al sole. Molte volte arrivavano anche ad "incassettonare" la terra, migliorando il substrato nelle immediate vicinanze delle piante ed arricchendolo di sostanze organiche e sabbia.
La camelia storicamente più importante che abbiamo ritrovato , è senza dubbio la cultivar "Ridolfi", ancor oggi in perfetto stato , a ridosso del muro di una casa, a Tripalle, presso Villa Priami, oggi Lang. La bella varietà a fiore peoniforme, bianca con strie rosse e rosa, viene descritta nel catalogo di Bibbiani già dal 1848. Venne ottenuta nel 1843 proprio a Bibbiani, vicino a Firenze, dal giardiniere Luigi Montagni e dedicata al proprietario e collezionista marchese Cosimo Ridolfi. Questa camelia è anche riportata nella bella iconografia dell'abate Berlese.
Una bella collezione l'abbiamo trovata alla Fattoria "Il Poggione " di Fauglia, dove sono presenti ancora presenti sette antiche cultivar , fra le quali una "Centifolia Alba", diverse miniature ed alcune simplex. Un tempo la fattoria era di proprietà Cassato, poi Del Gratta. Recentemente sono state piantate dagli attuali proprietari molte nuove giovani camelie.
Nell'atrio della Villa posta sul Poggio alla Farnia, nello scorso mese di Aprile , si è svolta una prima mostra di camelie antiche.
Un´altra collezione particolare è quella rinvenuta a Lari, in quella rinvenuta a Lari, in quella che un tempo era la Villa Calmieri Silvatici, con la presenza di oltre 15 camelie , fra le quali la cultivar "Cliviana" la "Anemoniflora rosea" , Rubra e Rosea simplex e una "Alba plena".
Purtroppo invece non è stato possibile rinvenire un esemplare di cultivar "Carlotta Papudoff" a Usigliano , nella Villa omonima, già proprietà Castelli. La camelia era stata ottenuta dal collezionista livornese Malenchini e destava in me molto interesse perché dedicata alla sorella della moglie di un mio avo. Speravo, trovandola , di acquisire ulteriori notizie . questa ricerca tuttavia continuerà in tutta la Provincia, sperando che nel frattempo, l'incuria umana e la "civiltà moderna" non ne facciano perdere per sempre memoria.

Guido Cattolica - Responsabile per la Toscana della Società Italiana della Camelia

Si ringrazia l'Associazione culturale La Rondine


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